11 aprile 2005

Il balcone di questa casa è pieno di sabbia del Sahara. Mi sono ricordata anche per la prima volta di un sogno che in realtà era il ricordo di una cosa successa per davvero. Alla scuola elementare dei bambini di otto anni venivano esortati a levare le loro luride mani dalle finestre dalle quali osservavano con le tonsille in vista un repentino cambiamento della situazione fotografica del quartiere. Il cielo, i muri e tutto il resto erano diventati color campo da tennis, le foglie degli aceri marroni invece che verdi erano sbattute solo come succede alle vele abbassate nelle tempeste dei film. Qualcuno aveva detto che era la fine del mondo, facendo scoppiare in classe un panico un po’ pigro. Qualcun'altro aveva chiesto al maestro se era vero, e lui aveva risposto che era solo la sabbia del deserto. Poi è successo che un bambino ha guardato la cartina del mondo ed ha detto che se il mondo si stava rimescolando in quel modo allora doveva per forza essere l'apocalisse.

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