29 novembre 2004

("Si rende la gente ancora piu' stupida se le si mostra la realta' come si pensa che la immagini")




A snobbare Hollywood si rischia molto. Siamo nel periodo oscuro in cui le vetrine di abbigliamento per ragazze affogano i passanti di rosa, periodi come questi non piacciono a nessuno.
Con i film di paura non si riesce a fare piu' paura, gli scrittori di film horror sono tutti invitati a mettere da parte il loro gia' ammaccato orgoglio per inventare il modo di portare lo spettatore all'orlo dell'infarto con fotogrammi subliminali, di smettere di farlo inorridire solo nel momento in cui sta per decidersi di scappare nella toilette, pur sapendo che il callo a certi trucchetti sara' sempre meno sensibile. Dev'essere davvero un brutto mestiere.
La nostalgia di un motivo per abbandonarsi alla fiction senza il pericolo di essere tediati dal proprio e altrui cinismo e' tragicomica come le vetrine rosa e le cinture con i brillanti.
Adesso ci si sente piuttosto antichi e superati a meravigliarsi del fatto che il concetto di ridicolo duri tre mesi dell'anno e non piu' la vita di una persona, e' cosi' difficile.
Anche io ho nostalgia di quando era peggio, di quando classificavo fra i videoclippici tutti i film in cui c'era uno split screen, senza pensarci due volte. Ora io scaldo i pop-corn nel microonde e passo il sabato sera a trovare del tutto piacevoli quei riavvolgimenti di pellicola attribuiti con la forza bruta a Bret Easton Ellis, dovreste provare. Ritorno ad usarlo per necessita', anche, il cinema, se in un impeto di coraggio esco in strada il venerdi' pomeriggio e la quantita' e la qualita' mostruose della folla in via Indipendenza mi fanno battere il cuore finche' a farmi tirare il fiato non ci sono le tende di velluto. Allora ranicchio le ginocchia, e nei titoli di coda di Donnie Darko dico una preghierina a Hollywood, che mi fa dimenticare le cose brutte.

15 novembre 2004

(ridisposizione. è necessario che, se qualcuno c'è, continui ad aspettare ancora un po')



Questo è un periodo in cui si fa troppo caso al fatto che potrei articolare bene il mio disappunto nel non trovare nulla di soddisfacentemente nuovo da ascoltare mentre nei fatti Matki Wandalki mi pare un commento sonoro galattico e lo tengo per me, sono felice di avere la febbre alta, così non esco e non dico a nessuno che mi piace Matki Wandalki quando lo ascolto prima di andare ad Hamburg. Dicevo, si fa troppo caso al fatto che non mento in nessuno dei due casi, non è un problema nella misura in cui è una confusione di quelle conseguenti alla decisione di far pulizia o, meglio a ridisporre in una nuova disposizione. Una disposizione è necessaria, non riesco ad aver controllo sui capogiri quando mi capita di avere a che fare con chi, predicando silenzioso e orgoglioso la sua ferrea teoria sul mondo, pretende di essere coerente rendendosi sempre un po' vacuo e versatile, credendo ancora che esista un qualche referente pratico della finzione e quindi guardandosi bene dall'usarlo. Avrei ben tante cose da dire ancora a questi, ai docufilm (il realismo doveva essere estremizzato dall'altro verso, sparire e ridotto ad essenza per poter essere usato con il contagocce, invece è una di quelle palle da demolizione enormi ed americane, tutte costruite a demolire palazzi e a continuare a chiamarli così), alle recensioni dall'aspetto seriale, ai divoratori di iniziative culturali, ai vegetariani con le scarpe di pelle (ehm), ai fobici della punteggiatura e agli entusiasti dell'uscita di 2046, ma non ho in tasca un'alternativa credibile quindi aspetto (arrivederci alla fine dell'aggiornamento del sistema operativo centrale).

05 novembre 2004

(...)



H-bomb the only thing that will bring a freedom to life
Underneath the blue skies beautiful empty dying
Nagasaki dolls are burning

Europe freed by McDonald's and Levi's - born to end
Can't afford it so I hate it all - born to end
Images linger like repression - born to end
Concentration camps of our dreams - born to end

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